Il 12 Gennaio Mark Zuckerberg, patron di Facebook, ha annunciato una novità che è prossima stravolgere il nostro amato Social Network.

Il giovane miliardario ha infatti lasciato tutti a bocca aperta dopo aver dichiarato la decisione di modificare l’algoritmo di Facebook, al fine di far apparire sulle nostre bacheche sempre più post di nostri familiari, amici e affetti e sempre meno di organi di stampa e promoter commerciali. Alla base della scelta sembra esserci la voglia di rendere il social network ancor più social e ancor più network, dando più spazio alle interazioni significative.

La notizia ha spiazzato soprattutto imprenditori e giornalisti che finora hanno sfruttato Facebook per farne la propria principale vetrina, tanto da diventare un elemento fondamentale nella pianificazione di qualsiasi attività di impresa o progetto giornalistico. Con la modifica annunciata da Zuckerberg, i loro post scaleranno nella “gerarchia” del social, a meno che non siano molto commentati e condivisi o non siano stati sponsorizzati dai proprietari della pagina. Likes e cuoricini vengono quindi spodestati dai commenti e l’unico modo per sopravvivere nella palude delle pagine facebook è quello di investire sempre più soldi sui contenuti.

Se è vero, però, che con questa mossa Mark di soldi pensava a farsene qualcuno in più, al momento non si può dire che stia realizzando il suo obiettivo. L’idea non è piaciuta, infatti, agli investitori per i quali Facebook ha smesso di essere un cavallo vincente su cui puntare. Tant’è che subito dopo la notizia il Social di Zuckerberg ha perso 3,3 miliardi di dollari in borsa, dando l’impressione che persino l’emblema della rivoluzione digitale possa iniziare a perdere colpi.

Che sia un fuoco di paglia o l’inizio di un declino non lo sappiamo. Fatto sta che è difficile credere che la mente in grado di cambiare le nostre vite, non sia stata altrettanto in grado di prevedere le conseguenze di questo cambiamento.

Le ipotesi quindi sono due: o Mark è uscito fuori di sé, oppure sta imparando a ragionare come quei saggi pellegrini che sanno di dover lasciare qualcosa per strada per poter raccogliere qualcosa di meglio lungo il resto del cammino.