Imperversa la campagna elettorale per le elezioni che si terranno il 4 marzo 2018, indette per eleggere il nuovo Parlamento. Ai poli tradizionali della politica italiana, rappresentati dai partiti di centro-sinistra e centro-destra, si affianca il Movimento 5 stelle, con il suo candidato Luigi Di Maio, che rappresenta ormai una realtà ben consolidata, ed altri partiti nuovi di zecca come Liberi e Uguali, guidato dal Presidente del Senato Pietro Grasso, e Potere al Popolo che, stando alle ultime statistiche di preferenza, pare che sia vicino al 3% (soglia di voti minima per accedere alla ripartizione dei seggi parlamentari).

Sono state molte le questioni affrontate durante questa campagna elettorale, prima fra tutte la questione immigrazione e Ius soli (che tratteremo nella nostra rubrica #eLezioni), seguita da economia e lavoro, temi che ci si accinge a trattare. Si potrebbe dire che la Legislatura ormai morente non abbia dato vita alla svolta tanto attesa nel campo delle riforme del lavoro e quindi l’arduo compito di rivitalizzare un’economia troppo a lungo paralizzata come quella italiana e di dare respiro soprattutto alle classi sociali più deboli spetta, ancora una volta, all’“ignoto che verrà”.

I programmi elettorali possono fornire un’idea non tanto di ciò che accadrà perché le promesse, soprattutto quelle elettorali, si sa, lasciano il tempo che trovano, eppure è utile analizzarli quantomeno per orientare in maniera consapevole il proprio voto.

Liberi e Uguali

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Il programma presentato da LeU (Liberi e Uguali) per il lavoro è incentrato essenzialmente sull’abolizione del Jobs Act e sul ripristino del celebre Articolo 18, strumento legislativo posto a tutela dei lavoratori per proteggerli dalla scure del licenziamento. Molto spazio è riservato al tema dell’occupazione femminile e a quello del contrasto ai falsi contratti part-time. Il ritorno alla ribalta del contratto a tempo indeterminato, per la gioia degli amanti del “posto fisso”. Per l’economia invece largo spazio è lasciato alla lotta alle aziende che delocalizzano le proprie sedi all’Estero, di modo da stabilirsi in paesi ove il carico fiscale è meno opprimente. Interessante la proposta dell’introduzione del tetto massimo allo stipendio dei grandi manager.

Per il programma integrale di Liberi e Uguali clicca qui.

Potere al Popolo

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Passando al programma di Potere al Popolo troviamo anche qui la reintroduzione del sopracitato Articolo 18, la difesa del diritto di sciopero e l’abolizione del Jobs Act e della legge Fornero, legge anch’essa molto contestata. Potere al popolo è inoltre l’unico partito che introduce nel proprio programma politico, esaltandolo, il contrasto del caporalato e di ogni forma di schiavitù nel mondo del lavoro. Per quanto concerne l’economia, PaP propone un forte impegno per la lotta alla grande evasione fiscale perpetrata dalle grandi multinazionali della tecnologia, fra le altre. PaP propone inoltre la nazionalizzazione della Banca d’Italia e la fine di tutte le privatizzazioni. PaP e LeU hanno programmi per larghi tratti sovrapponibili anche se non mancano le differenze. Il tutto restituisce il quadro di una sinistra, come al solito, divisa.

Per il programma integrale di Potere al Popolo clicca qui.

Centro-sinistra (coalizione)

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Dopo l’ultima legislatura, il centro-sinistra del “rottamatore” Renzi rilancia, avvalendosi di alleati preziosi come Emma Bonino, con il suo + Europa e Insieme, le sue classiche proposte politiche. Padre del Jobs Act, il centro-sinistra, con il PD al centro del progetto, punterà a potenziare la propria creatura, supportandola da iniziative di stimolo all’occupazione e da un taglio netto ai costi sociali. Sulla falsariga “stilistica” del Jobs Act, è il programma sul lavoro. Il principio del PD “pagare meno, pagare tutti“ sembra rappresentare il preludio di una drastica riduzione delle tasse.

Per conoscere di più sulle proposte del Partito Democratico clicca qui. Per consultare il programma di Insieme clicca qui. Per saperne di più, invece, sul programma di +Europa, clicca qui.

Movimento 5 Stelle

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Anche i pentastellati promettono molte novità nel campo del lavoro. Al primo posto troviamo la riduzione dell’orario di lavoro al di sotto delle 40 per settimana, che appare una svolta innovativa e di sensibile interesse ma di dubbia realizzabilità. Il movimento propugna una forte libertà di scelta per quanto riguarda i contributi pensionistici e l’età anagrafica per poter andare in pensione, e il condiviso smantellamento del Jobs Act. Inoltre i “grillini” promettono di accordare a tutti gli operai la libertà di scelta delle sigle sindacali di modo da creare una sorta di “concorrenza libera” tra le stesse. Per quanto riguarda il mondo economico ci si imbatte in un programma che vede al centro ambiente, lavoro e welfare, concetti sintetizzati nella così detta economia circolare incentrata, tra le altre cose, sul riciclo dei materiali prodotti dalle PMI (piccole medie imprese), e sulla partecipazione della cittadinanza a questo nuovo modello di consumo consapevole.

Per saperne di più sul programma del Movimento5Stelle clicca qui.

Centro-destra (coalizione)

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Ed infine la coalizione di centro-destra, composta da Forza Italia del leader Silvio Berlusconi, Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni, Lega di Matteo Salvini e l’UDC, per l’occasione denominato Noi con l’Italia. Per quanto riguarda l’economia troviamo come primo punto la Flat Tax, ovvero un sistema fiscale ad aliquota fissa bassa (il che vuol dire, in parole povere, che tutti pagano, per esempio, il 20% di quanto guadagnano e quindi chi ha un reddito di 10000 pagherà una tassa di 2000 e chi ha un reddito di 500 pagherà una tassa di 100). Secondo i sostenitori di questo modello fiscale, la flat tax porterebbe a una maggiore equità fiscale, all’emersione dell’evasione e persino un aumento complessivo del gettito fiscale per lo Stato. Berlusconi, poi, rincara con la proposta dell’abolizione del bollo sulla prima auto la quale viene servita assieme a quella della rimozione della tassa sulla prima casa. Infine, la coalizione, pur non avendo offerto a riguardo un programma analitico, promette di incentivare l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.

Il programma di Forza Italia non è ancora stato pubblicato in maniera integrale sul suo sito internet, ma per conoscerne le linee guida clicca qui. Per sfogliare il programma di Fratelli d’Italia, invece, clicca qui. Per conoscere le proposte della Lega di Salvini clicca qui (trovate il file appena in basso a sinistra). Infine, per saperne di più sulle proposte dell’UDC, clicca qui.

Che dire, questi sono i programmi per economia e lavoro dei candidati alle elezioni politiche 2018. Per aggiornamenti e notizie seguita la nostra rubrica #eLezioni!