“Di Arlecchino ricordo i colori, di Brighella quel fare da furbetto, di Pulcinella la voglia di bighellonare: mi presento, il mio nome è Farinella.
[…] Amo cantare fino a perdere la voce, ballare finché non mi tremano le gambe, mangiare fino a che non mi sento satollo e, soprattutto, ridere fino a rimanere senza fiato.
Allegro e scanzonato, a Carnevale sono sulla bocca di tutti. È la mia festa signori!”

Ogni regione italiana ha la sua maschera carnevalesca, rappresentazione enfatica di caratteristiche e tradizioni proprie di quel popolo.

La maschera pugliese è Farinella.

Personaggio relativamente recente, risale infatti ai primi anni ’50 ad opera di Domenico Castellano, prende il suo nome da un piatto tipico di Putignano (Ba) costituito da uno sfarinato di ceci ed orzo tostati e ridotti in polvere in mortai di pietra. Era questa la principale fonte di nutrimento degli abitanti poveri di quest’area murgiana a cui, nel tempo, si sono accompagnati sughi, olio e fichi.

La storia di questo personaggio ha, come conviene, origini pressochè leggendarie tramandate oralmente.

Farinella era il soprannome di un umile fornaio che, in seguito ad un’idea astuta riuscì ad evitare l’ennesimo saccheggio della sua città da parte dei Saraceni.
Siamo nel XIV secolo e questo semplice popolano propose ai suoi concittadini di simulare un’epidemia sconosciuta simile alla peste. Si cosparsero il corpo di farinella e imitando piaghe e bubboni dichiararono in quarantena la città di Putignano.
Gli invasori, spaventati dal rischio di un  contagio, decisero di desistere.

Strettissima è, pertanto, la connessione fra la storia di questo personaggio, la tradizione culinaria del luogo e la radicata identità del contesto rurale.

Inizialmente rappresentato come un ubriacone povero e burlone, la sua figura assunse nel tempo caratteristiche sempre più definite con un abito a toppe con gonnellino rosso e blu (colori della città) e un cappellino con tre punte a cui erano appesi tre campanelli (i tre colli simbolo di Putignano). L’attuale maschera è più simile a un giullare, ha un abito a toppe multicolori e sonagli sulle due punte del cappello, intorno al colletto e sulle scarpe.

Viso rubicondo e naso rosso, il suo temperamento è allegro e furbo, sintesi perfetta di un personaggio orgoglioso delle proprie origini, ironico e provocatore, riflessivo ed amante degli eccessi.

Non ci resta, quindi, che andare a vedere il più antico Carnevale d’Europa (la tradizione della Propaggine  da cui derivano i festeggiamenti risale addirittura al 1394), il più lungo Carnevale d’Italia (dal 26 dicembre fino al martedì grasso dell’anno seguente), il Carnevale di Putignano, con le sfilate dei giganti di cartapesta!

 

Il Programma del Carnevale di Putignano 2018 QUI