Sono pochi i momenti che meritano di essere ricordati in questa terza serata del Festival  di Sanremo, qualcuno in più, invece, quelli tendenzialmente inutili. Non che nel complesso non sia stata una bella serata, ma se uno spettatore stasera ha guardato il Festival alla ricerca di qualche sussulto emotivo, non si può pensare che sia andato a dormire totalmente soddisfatto.

Appartenente alla prima categoria, quella dei momenti da ricordare, è l’apparizione dei Negramaro. Non perché abbiano offerto una chissà quale performance (dopotutto non ne avevano bisogno), ma perché il fatto oggi aprano la loro ospitata a Sanremo sulle note di “Mentre tutto scorre”, quando tredici anni fa lo stesso brano è stato bruscamente escluso dalla stessa competizione, rappresenta, un po’ per tutti, la sempiterna morale del Festival di Sanremo. Ovvero che non tutta la musica che entra nelle televisioni riesce poi entrare nelle nostre vite e non tutta la musica che entra nelle nostre vite riesce ad entrare in televisione.

Altro momento significativo, la delicatissima esibizione di James Taylor, anche se ci si chiede perché sforzarsi di riproporre le “querce” (come direbbe Vecchioni) della musica Italiana in chiave folk, quando hai avuto una carriera di successi e capolavori. La sindrome di Sting avrà colto anche lui. Oltre questo, però, la performance di Taylor, sposatasi, tra l’altro, con l’inestimabile voce di Giorgia, rimane una bomboniera perfettamente confezionata da Claudio Baglioni, che ha deciso di far gustare agli spettatori quel lato della musica profondamente intimo, a cui basta toccarti piano per riuscire a smuovere l’anima.

Per il resto, una “menzione di disonore” va dedicata all’ultraretorico momento “W la donna” con l’intrusione delle attrici dal pubblico. Uno spettacolo che dire banale è dire poco che, per l’appunto, banalizza un argomento che non ha bisogno di essere banalizzato, tutt’altro. Probabilmente, però, la pancia del pubblico nazional-popolare apprezza. Ci chiediamo se allo stesso modo apprezzi quella specie di sketch, proposto da Baglioni, della “chiaccherata musicale” con la conduttrice del TG1. Quello davvero ci è difficile credere che possa piacere a qualcuno, data l’anticomicità che raggiunge livelli storici.

Ultima nota negativa. Troppo Baglioni. Troppo, troppo Baglioni. Arriva l’ospite e canta Baglioni. Finisce la pubblicità e canta Baglioni. Chiunque salga sul palco fa complimenti e lo elogia, tanto che i più maliziosi non possono fare a meno di pensare ad un’eccessiva personalizzazione del Festival che rischierebbe di compromettere un evento che, soprattutto grazie alle scelte dello stesso Baglioni, sta andando per ora molto, molto bene.

Non resta che dire quanto siano bravi la Hunziker e Favino (davvero fantastici), quanto sia bella “Questa lunga storia d’amore” di Gino Paoli, quanto sia simpatico Nino Frassica e quanto sia brava Virginia Raffaele.

 

Passiamo ora al classico Una frase per ogni Giovane.

 

Mudimbi

Che presenza scenica. Che voce. Una bella rivelazione per la Tv, un po’ meno per il web, a cui già era noto. Non sappiamo se lui vincerà il Festival, ma sicuramente il Festival ha vinto con lui.

Eva

Ha la faccia di una che deve trasgredire la monotonia del Festival, ma di trasgressivo ha solo i tatuaggi. Bella voce, ma può regalarci molto di più.

Ultimo

Energia travolgente. Bel ritornello e ben cantato. Un’altra piacevole sorpresa del nostro Festival.

Leonardo Montello

È difficile farsi che questo sia tutto ciò che possa raccontare. Deludente.

 

Classifica Sala Stampa

ZONA BLU

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente

ZONA GIALLA

Luca Barabarossa – Passeme er sale

The Kolors – Frida (mai, mai, mai)

Enzo Avitabile e Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno

ZONA ROSSO

Noemi – Non smettere di cercarmi

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo

Mario Biondi – Rivederti

Giovanni Caccamo – Eterno

Marco Lorusso

Marco Lorusso

Classe '97, studente di Scienze Politiche.