Il 4 marzo è davvero alle porte, e cresce il panico dei millenials, o almeno di quelli intenzionati a votare consapevolmente.

Oggi con la rubrica #eLezioni parliamo di istruzione: a più di due anni dall’entrata in vigore della Buona Scuola, ci si ritorna ad interrogare su come innovare la scuola italiana.

 

movimento_5_stelleMovimento 5 stelle

È proprio il superamento della Buona Scuola che propone il Movimento Cinque Stelle, insieme ad un investimento equiparabile agli standard europei e ad una maggiore attenzione all’edilizia scolastica. Inoltre il Movimento propone un’azione di contrasto ai cosiddetti “diplomifici”, cioè alle scuole private in cui ottenere un diploma richiede un impegno di gran lunga maggiore rispetto a quello richiesto in una scuola pubblica. Si propone anche di sottrarre le prove Invalsi dalle prove di esame rivedendone il ruolo e la natura, e infine di eliminare l’obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro.

 

 

 

coalizione-centrosinistraCentro sinistra

Anche il PD fa in parte autocritica sull’alternanza scuola lavoro, proponendosi di ridefinire gli obiettivi e le modalità di attuazione concreta. Tra gli obiettivi, c’è quello di promuovere l’orientamento per sostenere gli studenti nei momenti di scelta, di potenziare le borse di studio e l’offerta del tempo pieno, al Sud in particolare. Altro punto del programma è l’introduzione di lauree professionalizzanti per incentivare le immatricolazioni da istituti tecnici e professionali. Insieme sostiene l’incremento dello stipendio degli insegnanti in base alle ore reali di lavoro. +Europa invece punta ad una maggiore efficienza del sistema scolastico e universitario, creando competizione tra le scuole e gli atenei per l’accesso a un maggior quantitativo di risorse. Propone inoltre l’abolizione del valore legale del titolo di studio al fine di valorizzare l’effettiva qualità dell’offerta formativa piuttosto che “un pezzo di carta uguale per tutti”.

 

liberi_e_ugualiLiberi e Uguali

Liberi e Uguali si oppone alla riforma della Buona scuola e all’obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro. Propone un piano nazionale per l’edilizia scolastica e punta a rendere il ciclo di studi obbligatori totalmente gratuito, ed eliminare le tasse universitarie. Al contrario di quanto sostenuto da +Europa, è favorevole ad un’eguale distribuzione dei finanziamenti alle università, per favorire una buona qualità e una competenza diffusa su tutto il territorio nazionale.

 

 

 

coalizione_centro_destraCentro destra

Tra le proposte del PDL troviamo l’autonomia delle scuole nella scelta degli insegnanti, negli organici e nella gestione efficiente dell’offerta formativa, mentre la Lega intende dare ad ogni famiglia un buono scuola di 7000 euro (i soldi che lo stato spende in media per uno studente) per scegliere la migliore struttura formativa per i propri figli tra scuole pubbliche e scuole private. Sempre la Lega si dice favorevole all’eliminazione dei test universitari per i corsi a numero programmato: propone di dare una chance a tutti i candidati e di selezionarli dopo un determinato periodo di tempo in base al numero di esami superati. Proposta condivisa anche dai Fratelli d’Italia che vorrebbero, inoltre, ridurre il percorso universitario a quattro anni. Sia la Lega che i Fratelli d’Italia puntano ad abolire la Buona Scuola.

 

 

 

potere_al_popoloPotere al popolo

Potere al popolo sostiene l’abolizione della Buona Scuola e in particolare dell’alternanza scuola lavoro, l’eliminazione dei test invalsi, l’assunzione di tutti i precari con 36 mesi di servizio, la cancellazione del precariato per il futuro e la gratuità degli studi universitari. Anche Potere al popolo ritiene che le risorse da destinare alle università andrebbero razionalizzate in base al numero di iscritti e non in base a criteri premiali.

 

 

 

 

 

Se la necessità di maggiori investimenti e di interventi sull’edilizia scolastica è, almeno sulla carta, un obiettivo condiviso, le posizioni su come gestire tali risorse per rilanciare la scuola e le università sono spesso molto divergenti: siamo davanti ad una pagina tutta da scrivere, e ci auguriamo che chi governerà sappia farlo con coraggio e lungimiranza.