Il 24 Febbraio in piena campagna elettorale si è tenuto un raduno della Lega (ex Nord) a Milano, in Piazza Duomo.
Qui il segretario della Lega ebbasta ha parlato delle solite cose tipiche di questa campagna elettorale (del nulla ndr). Ma non è stato questo a stupire, né tantomeno il giuramento sul Vangelo, che l’ha reso tutt’altro che una Rockstar (vedi sopra), quanto una presunta Reichskriegsflagge che sventolava tra i leghisti: una bandiera nazista. Ora, molti potrebbero obiettare: “vabbè e cosa ci sarebbe di strano in una bandiera nazista tra i manifestanti della Lega?”. Il fatto che non fosse nazista.

Cercherò di essere il più chiaro possibile: qualche momento prima dell’inizio del comizio, un gruppo di ragazzi sventolava una bandiera di color verde con simbologie tendenti alla anzidetta bandiera nazista. Subito si è creata un po’ di preoccupazione intorno a questi ragazzi e molti organizzatori hanno chiesto cosa rappresentasse quella bandiera, ai posteri goliardica.

Molte testate giornalistiche si sono interessate un po’ meno sullo scoprire la verità di quel vessillo e infatti sono facilmente caduti nella trappola dei “troll” presenti al comizio del leader dell’ex Carroccio (lo è ancora?).

La Repubblica, il Corriere della Sera and counting, hanno riportato inizialmente notizie tendenzialmente lontane dalla realtà, creando allarmismo e scrivendo di presunti “sostenitori del partito nazista americano presenti al comizio di Salvini”. In realtà, e sarebbe bastato googolare, non era presente nessun nazista, ma solo ragazzi, admin della pagina Facebook Dio imperatore Salvini, che sventolavano la bandiera del Kekistan, uno stato immaginario creato dagli utenti di 4chan, volutamente simile a quella nazista per perculare i militanti di estrema destra e anche i “democratici americani” o i politici di “sinistra” italiani che ormai vedono il fascismo ovunque. Quest’ultimo era proprio l’obiettivo dei ragazzi presenti alla manifestazione: “Volevamo dimostrare come Repubblica, Corriere e compagnia bella vedessero il nazismo ovunque. Direi che ci siamo riusciti.” dice l’ideatore di questa “trollata”.


Sulla questione anche la Lega ci ha, ovviamente, marciato affermando come: “con le campagne contro le bandiere del Kekistan la sinistra ha raggiunto il culmine del ridicolo. Al confronto era più lucido Don Chisciotte a combattere contro i mulini a vento.

Vista così sembrerebbe una vittoria mediatica della Destra apparentemente più giovanile e non vittima dei troll. Personalmente, però, l’unica cosa che realmente emerge da questa situazione è uno scenario politico che dire imbarazzante è dire poco. Partendo dal presupposto che, come detto sopra, quella bandiera nasce come presa in giro anche dei sostenitori di estrema destra, viene sottolineata la pochezza della nostra politica, dei dibattiti e del giornalismo italiano.

O ancora, la ricerca estrema del fascismo. C’è una grande fetta della politica italiana che non fa campagna elettorale sulle proprie idee, ma su quanto siano “cattivi” gli altri, portando avanti battaglie inutili e spesso ridicole (ogniriferimentoallapresidentaBoldrinièpuramentecasuale.Seaffettidaquestotormentorivolgersiimmediatamenteadunospecialista).

Una crisi delle idee politiche che si riflette sulla popolazione e soprattutto sui social, maledetti social.

Ad esempio, questi giorni sta girando su Facebook un video di un comico britannico che con questo suo monologo di circa 20 minuti sbeffeggia il nostro paese citando una serie di luoghi comuni che non aiutano assolutamente a tracciare il problema italiano e né tanto meno portano ad una riflessione.

Fa ridere, sono battute o frasi che probabilmente sentiamo da anni, ma è lontano dalla reale situazione italiana. E andrebbe preso per quello che è: satira, comicità, senza prendere tutto per oro colato affermando che sì, siamo questo. No. Non siamo questo, siamo molto di più, siamo molto peggio e siamo molto meglio. Quel monologo, tecnicamente ben fatto, traccia un’analisi, seppur superficiale, della politica mondiale, una crisi politica mondiale. Perché non parlare del fatto che in Italia non esiste un Front National come secondo partito? O delle recenti elezioni Americane? O di come nessuno nel Mondo, forse per pura questione geografica, aiuta così tanto i migranti?

In un mondo governato da barriere e da capi di stato più xenofobi dei nostri ci siamo noi, che probabilmente facciamo più di quanto realmente potremmo. Sì, siamo molto di più.

 

Giuseppe Mercadante

Giuseppe Mercadante

"Ho una chitarra per amica e con voce malandata canto e suono la mia libertà". Nato il 18/07/96, studente a Milano, amo Califano, la Roma, i cantautori e la libertà. Il resto è secondario.