L’articolo 9 della Costituzione Italiana afferma che: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

La situazione economica globale e le politiche degli ultimi decenni, però, risultano poco adatte allo sviluppo e all’occupazione.

Ad oggi, uno dei principali problemi dell’uomo all’interno di una società sorge sicuramente in ambito lavorativo. È  bene ricordare il fondamentale ruolo che ha avuto nella storia la ricerca scientifica e tecnologica. Ad esempio pensiamo alla seconda metà del XIX secolo, epoca in cui sono state introdotte innovazioni prodotte dall’industria chimica ed elettrica: queste ultime hanno realizzato ingenti quantità di beni – quali la radio, il telefono, i medicinali – che hanno radicalmente stravolto il modo di vivere delle persone. Tutti i beni di cui oggi usufruiamo esistono grazie a peculiari attività di ricerca che nel tempo si sono affinate per mezzo di sofisticate, precise, ma soprattutto costose, attrezzature.

Il mondo imprenditoriale richiede interventi da parte dello Stato, attraverso l’istituzione e il potenziamento di determinati istituti di ricerca o mediante le Università. Per paura che ciò non avvenga in maniera totalitaria, molti giovani ragazzi si gettano tra le braccia delle discipline scientifiche, le quali vengono considerate – molto spesso erroneamente – le uniche fondamentali al giorno d’oggi, per via dell’impellente bisogno e del ricorrente utilizzo che ne facciamo quotidianamente.

Vengono dunque sottovalutate le facoltà letterarie, ritenute poco utili per un futuro roseo e facile. Secondo ricerche concluse recentemente dal Centre for European Politicy Studies (Ceps) sulle scelte degli indirizzi di studi dagli anni 2000, è bocciata maggiormente la Filosofia. I dati confermano che nei giovani c’è la percezione che una laurea in Ingegneria o Informatica sia più produttiva e redditizia rispetto ad una in Filosofia. La Filosofia (dal greco philosophìa, “amore per la sapienza“) è stata la disciplina che ha dato avvio a tutto il resto delle altre, in primis è madre della Matematica, in quanto promuove la capacità di affrontare le emergenze in modo razionale e non emotivo-impulsivo.

Civetta di Minerva, simbolo della Filosofia

La Tecnologia ha rivoluzionato – o meglio invaso – il mondo della comunicazione e del commercio, l’Internet sembra minacciare i libri, il pc ha sostituito le macchine da scrivere, o l’ormai obsoleto utilizzo di carta e penna.

Chiunque rifletta sulla propria nascita, sul posto che occupa nel mondo e sui principi che fanno da guida alla vita, è, sotto questo aspetto, un filosofo. Siamo tutti un po’ filosofi e docenti di noi stessi: ci interroghiamo sulla nostra esistenza, sulle nostre scelte eticamente giuste o moralmente sbagliate, sulla struttura della società cui apparteniamo e sull’origine dei nostri ragionamenti. Facciamo tutto ciò al fine di raggiungere l’acme del benessere morale e dell’auto approvazione. Tutte le domande che l’uomo si pone, sono racchiuse nella saggezza e nell’imperturbabilità del suo animo, e senza di queste non sarebbe mai giunto all’idea di progettare il nostro amato smartphone o, a grandi linee parlando, di scoprire l’elettricità, e altro ancora, a cui tanto teniamo.

“Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?”, Paul Gauguin, 1897

“L’animale razionale, in quanto pensa e ragiona, analizza quel che riceve, lo scompone … e lo ricombina in modi che meglio soddisfano i suoi bisogni e desideri” Ermanno Bencivenga, filosofo e saggista italiano.