In cinque anni più di 440000 spettatori, circa 2300 eventi, tra proiezioni, incontri e workshop e ospiti d’eccezione nazionali e internazionali. Ed è tutto nostro, la nostra piccola “Venezia”. Sto parlando del festival del cinema della terra di Bari: il Bifest. Il Bari International Film Festival nasce nel 2009 grazie all’idea del giornalista Felice Laudadio, direttore artistico del Bifest, che aveva già diretto la mostra del cinema di Venezia e che oggi è presidente della fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.  Dal 2011 il maestro Ettore Scola diventa presidente del festival e mantiene questa carica fino alla sua morte nel 2016, ma già dall’edizione 2017 e nelle successive sarà presidente onorario. Per chiunque ami un po’ la settima arte, questa manifestazione è una manna dal cielo. Da quando l’ho scoperto nel 2014 a parte la media di 5 film al giorno, sono riuscito ad ascoltare le parole di persone che non avrei mai pensato nemmeno di vedere in faccia: da Ettore Scola a Margareth Von Trotta, da Costa Gavras a Nanni Moretti, grandi registi che hanno segnato un’epoca con le loro opere. Quando dopo l’edizione del 2015 hanno spostato il focus dai registi sugli attori, ho esplorato il punto di vista di quelli che stanno davanti alla macchina da presa e ho avuto l’onore di sentire le opinioni di Toni Servillo, Ornella Muti e Pif, durante l’edizione che secondo me è stata la più bella, quella del 2016 dedicata al più grande attore italiano: Marcello Mastroianni. Quando si entra in un mondo come quello del cinema proposto in una maniera così leggera, conviviale e aperta a tutti, i risultati si vedono. E i risultati sono il gran numero di pubblico giovane che riempie le sale del cinema “Galleria”, anche per film degli anni venti come “Metropolis” di Fritz Lang trasmesso alle 22 (dura più di due ore ed è muto, ma la sala era piena e non si è addormentato nessuno) o addirittura occupa tutti e ripeto tutti i posti del teatro Petruzzelli per sentire cosa ha da dire Nanni Moretti. Il punto è questo: non importa se non hai mai visto un film più lungo di un’ora e mezza nella tua vita o se non sai che prima dell’invenzione del colore i film li facevano bianchi e neri, o ancora se il tuo idolo è Steven Seagal, se decidi di farti un giro al Bifest riuscirai a esplorare qualsiasi tipo di cinema e stai sicuro che dopo la proiezione ne discuterai come se fossi un critico (e lo so per certo perché ho avuto a che fare con tutto questo) e anche se, passato quel periodo, di certo non ti metterai a cercare tutta la filmografia di Aleksandr Sokurov avrai aperto la tua mente a qualcosa di nuovo, o vecchio nella maggior parte dei casi, ma comunque moderno. Potrai finalmente affermare di aver visto qualche capolavoro di Federico Fellini, innamorarti della Trilogia del Dollaro o scoprire che Francesco Rosi ha girato un film nelle masserie intorno ad Altamura. C’è qualcosa di magico in una manifestazione come il Bifest, qualcosa che non si riesce molto bene a spiegare se non la si vive, quindi prendete un treno e andate a esplorare il cinema, andate a conoscere la storia, andate a incontrare i maestri e poi portate quella cultura con voi.