Martedì 22 maggio 2018, alle ore 20:00 presso l’Oratorio del Redentore di Altamura si è tenuto un interessante confronto fra i candidati sindaci per le prossime elezioni comunali organizzato dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro e dalle Comunità Parrocchiali di Altamura.

Un dibattito moderato da don Mimmo Colonna che ha visto protagonisti i candidati sindaci dei 5 partiti che concorrono con le rispettive liste:

GIOVANNI SAPONARO (Liste Civiche) sostenuto dalle liste Rinnovamento Altamura, Altamura Sociale, Ambiente e Territorio, InnoViamo, Azione Civica Altamura, Altamura Popolare e Altamura al Centro;

MICHELE CANNITO (Civica) sostenuto dalla lista 100 cittadini per Altamura;

ROSA MELODIA (Centrosinistra) sostenuta dalle liste ABC-Altamura Bene Comune, GIF-Giovani Idee in Fermento, LiberAltamura, Lista Più, Partito Democratico e Sinistra in Movimento;

ANTONELLO LATERZA (Centrodestra) sostenuto dalle liste Forza Italia, Lega, Udc, Antonello Laterza sindaco, Noi con l’Italia e Iniziativa Democratica;

RAFFAELE DIFONZO (Movimento 5 stelle) sostenuto dalla lista Movimento 5 stelle.

 

Un confronto serratissimo, in stile americano,

5 domande scelte precedentemente tramite votazione sui temi principali della comunità,

3 minuti a disposizione di ciascun candidato per spiegare la propria visione sull’argomento e ciò che il proprio programma politico prevede a riguardo.

In un’ottica, a onor del vero, del tutto propositiva sono stati trattati i temi più disparati ponendo particolare attenzione alla legalità, all’ambiente, alla sicurezza, al turismo, alla cultura.

Di seguito le domande sottoposte dagli stessi cittadini e le schematiche risposte dei vari candidati.

 

I programmi politici sono, evidentemente, i più vari e disparati.

Verrebbe da sperare che almeno in minima parte, in un modo o nell’altro, essi vengano messi in pratica una volta che avremo più chiaro il futuro politico della nostra città.

Fino al 10 giugno, intanto, possiamo compiere il nostro dovere di cittadini consapevoli, informarci, non avere alcun timore a porre domande scomode, evitare quel famoso principio per cui il voto và all’amico o al parente più prossimo nella speranza di un fantomatico favore da contraccambiare.

Votare  consapevolmente è il nostro potere.

Votare consapevolmente ci rende liberi.