Partiamo da un fatto. La vera storia del delitto del “canaro della Magliana”.

È un omicidio verificatori nel 1988 a Roma, in un quartiere problematico quale quello della Magliana, in cui Pietro De Negri, detto “canaro” perché aveva un negozio di toelettatura per cani, uccise l’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci. Il corpo fu trovato mutilato e carbonizzato. De Negri confessò di averlo ucciso per vendicare le vessazioni e i maltrattamenti subiti per anni.

La storia divulgata è ben altra e parte da un memoriale scritto dal carcere dallo stesso canaro in cui racconta di averlo torturato per ore e, infine, di averne bruciato il corpo. Le autopsie, però, dimostrarono che le mutilazioni e le sevizie erano tutte avvenute dopo la morte.

Di questo tratta il libro di Luca Moretti, “IL CANARO – Magliana 1988: storia di una vendetta” (Red Star Press edizioni), ma alla semplice trasposizione dei fatti nudi e crudi si affianca una visione romanzata delle sfumature dell’animo umano.

Ce lo ha raccontato durante la “Presentazione del libro Il canaro e aperitivo con l’autore” organizzata da ‘Libreria nuova macelleria Patella’ presso la ‘Taverna Deluzio’ ad Altamura (Ba).

In una cornice insolita ed affascinante per una presentazione di un libro quale può essere un claustro nel centro storico, Luca Moretti, intervistato da Clara Patella e Luigi Abiusi, ha raccontato gli anni di ricerche documentali che hanno preceduto la stesura del libro.

Dopo circa 30 anni, la storia del canaro torna quindi alla ribalta in concomitanza con l’uscita del pluripremiato film “Dogman” di Matteo Garrone, nonostante una delle prime richieste da parte di De Negri dopo aver scontato la lunga pena detentiva fosse quella di essere dimenticato.

Merito del libro sta proprio nel non ricercare la spettacolarizzazione dell’omicidio, nel non inseguire la verità assoluta ma, piuttosto, nel dare uno spaccato della vita di un quartiere, nel cogliere un frammento delle dinamiche relazionali che potremmo ritrovare ovunque e in un qualsiasi tempo.

L’autore stesso afferma che “si tratta di una storia d’amore” in cui le protagoniste femminili hanno un’importanza incisiva ai fini della trama. Carattere distintivo e atipico visto l’argomento trattato è la pietas che il lettore viene inconsciamente condotto ad avere nei confronti dei protagonisti.

È la storia di una vendetta ma al tempo stesso non è un atto di vendetta. Le pagine di cronaca hanno analizzato nei dettagli i fatti, il libro è il romanzo che il canaro non ha mai scritto, è l’esplicazione di una reazione totalmente umana, senza giudizi, senza il distacco di una fantomatica superiore civilizzazione.

“Siamo tutti nati innocenti, tutti possiamo morire colpevoli.”

È una certezza, questa, attraverso cui Luca Moretti riesce a dare una connotazione empatica ad un fatto di cronaca storicamente conosciuto per la brutalità e la violenza.

È la vendetta del mite che, in realtà, è un uomo qualunque.

    

 

Il libro è acquistabile presso la ‘Libreria nuova macelleria Patella’ in via M. Giannelli 85 ad Altamura (Ba).