La bellezza di poterti raccontare

“Antonio non si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Aveva deciso di scoprire il mondo e di raccontarlo… ci credeva tanto, per questo si trovava in quella strada, in quel preciso momento”. Le parole di uno degli amici di Antonio Megalizzi bastano a sintetizzare la tragedia avvenuta a Strasburgo.

Antonio: ventotto anni, tanti sogni nel cassetto; cercava il suo posto nel mondo, ma aveva già capito che il mondo era il suo posto. Europeista convinto, responsabile di Europhonica, una radio universitaria che raccontava l’Europa ai giovani, si trovava a Strasburgo per assistere ad una seduta del parlamento europeo quando il terrorista Cherif Chekatt, avventatosi sulla folla, ha colpito anche lui. I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma ogni tentativo è stato vano: il proiettile era ormai troppo vicino al midollo spinale.

Dunque Antonio è morto l’11 dicembre per un colpo alla testa, proprio la stessa testa che nella sua breve vita era stata il centro dei suoi desideri, delle  passioni e delle mille idee.

Tutti quei sogni hanno cominciato oggi a diventare realtà: ad Antonio è stato assegnato il tesserino da giornalista e la sua radio potrebbe ricevere dei fondi dai vari atenei italiani. Ma per ricordarlo non serve tutto questo, basta guardare una delle  foto sul suo profilo facebook: un taccuino ed una penna, un monitor sintonizzato sul parlamento e come descrizione la frase “la bellezza di poterti raccontare”, questo era Antonio Megalizzi.

A fare il giro del web è anche uno sua foto mentre ha in testa la bandiera dell’Europa. Quella bandiera con 12 stelle, simbolo di unità, perfezione e unione che oggi potrebbero prendere il nome di tanti, troppi figli di “mamma Europa” morti per motivi non giustificabili: da Valeria Solesin e Fabrizia di Lorenzo morte durante gli attentati rispettivamente a Parigi e Berlino, passando per le giovanissime studentesse decedute per un incidente in Spagna durante l’Erasmus, fino ad Antonio Megalizzi ed al suo amico reporter vittime della strage di Strasburgo.

E così come sulla bandiera, anche questi giovani ragazzi potrebbero essere raffigurati in cerchio a rappresentare il cerchio delle loro vite: vite spese per l’Europa fino all’ultimo secondo, fino a che non sono diventati anche loro davvero soltanto stelle.