Arrestato il terrorista rosso Cesare Battisti. Giustizia per l’Italia.

Alle 17 di sabato 12 gennaio, una squadra speciale dell’Interpol coadiuvata da investigatori italiani ha catturato in Bolivia il terrorista rosso pluriomicida Cesare Battisti che era latitante da parecchi anni. L’ultimo paese che gli diede rifugio politico fu il Brasile ancora guidato dal Presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Con la vincita delle elezioni del presidente Jair Bolsonaro, il terrorista molte volte protetto dallo scorso Presidente è stato definitivamente messo alle strette. È dovuto fuggire un’altra volta per trovare rifugio in altri paesi, ma un squadra di Criminalpol e Antiterrorismo italiana lo ha catturato in Bolivia, mettendo fine alla sua latitanza.

Cesare Battisti nasce nel 1954 a Cisterna di Latina e viene condannato a due ergastoli in Italia in contumacia. Uno dei suoi primi omicidi è stato contro Andrea Campagna un agente Digos. Evade dal carcere nel 1981, compierà altri crimini e ritornerà in carcere. Questa volta nel carcere di Udine conoscerà un membro di un gruppo eversivo di estrema sinistra, Arrigo Cavallina, ed entrerà a far parte dei Pac (Proletari armati per il comunismo). Da questo momento in poi comincerà una serie di rapine e omicidi rivendicati dalla stessa organizzazione terroristica.

L’estradizione in Italia tanto attesa potrebbe arrivare tra oggi e la giornata di domani, difatti un aereo con a bordo membri dell’intelligence italiana che si occupa dell’Estero (Aise) è già decollato per la Bolivia. Finalmente l’Italia avrà la sua giustizia commisurando la giusta pena al terrorista rosso, anche se tanti altri terroristi sono tutt’oggi latitanti e bisognerà aspettare la cattura di tutti questi per una definitiva sconfitta del terrorismo degli anni ’70 in Italia. Il Battisti è stato protetto per molti anni da alcuni paesi dell’America Latina come il Brasile, ancora a trazione di sinistra all’epoca dei fatti, senza che nessuno mai si fosse interessato dall’Italia alla sua cattura. Senza che nessuno mai si fosse interessato dall’Italia alla sua cattura sino ad oggi dove il nuovo Governo d’intesa con quello brasiliano si è impegnato per la sua cattura.

Le reazioni in Italia all’arresto così tanto aspettato arrivano subito e la prima è del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che dice: “Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinchè possa espiare le condanne all’ergastolo che i tribunali italiani gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo”, seguita da quella quella del Vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini che dice “la pacchia è finita”.