Probabilmente il giorno 15 marzo 2019 passerà alla storia. Una giovane ragazza sedicenne, dotata di grande determinazione e caratterizzata da tanta tenerezza e un amore immenso per la natura, è stata capace di sensibilizzare piccini e adolescenti, è riuscita a portare in piazza buona parte degli studenti del mondo per protestare contro le istituzioni che sottovalutano i rischi che l’ambiente sta correndo.

Coloro che guidano il nostro – e tanti altri paesi – continuano a trascurare l’argomento, dicono: “Amiamo i nostri figli più di ogni altra cosa”. In realtà non è vero: è il loro stesso comportamento a smentire queste affermazioni.

È così che la nuova generazione, tanto criticata dagli adulti di oggi, che si sentono quasi incontestabili, si è dimostrata capace di affrontare tematiche di difficile soluzione. Forse proprio con questa nostra tenerezza, simile alla fragilità del pianeta e dell’ambiente, stiamo cercando di modificare gli atteggiamenti di quel mondo politico tanto presuntuoso e fermo sulle sue posizioni.

Così si apre il sipario su una delle sfide più urgenti che riguarda tutta l’umanità: la salvaguardia dell’ambiente, un tempo paradiso e luogo idilliaco, ormai deturpato dal progresso sfrenato.

I fiumi, che con la loro freschezza e purezza hanno sempre rappresentato la fonte primaria di vitalità delle società più evolute, sono ormai torbidi a causa di scarichi non depurati, residui industriali e petroliferi. I mari, che prima erano azzurri e trasparenti, sono colmi di plastiche al punto che, secondo recenti studi, queste nel 2050 supereranno la quantità dei pesci. Le coste, che erano oasi e rifugio di innumerevoli specie animali, adesso sono discariche a cielo aperto, imbrattate di catrame. Nelle città  non si respira più aria salubre e ossigenata, ma si fanno “aerosol” di gas provenienti dai tubi di scarico delle auto e delle industrie.

Paure e scuse sono le giustificazioni più usate per non attuare un cambiamento radicale da parte di coloro che dovrebbero guidare il nostro pianeta. Ogni giorno la scienza ci ricorda che non possiamo più perdere tempo: è necessario infatti difendere e rispettare ciò che ci circonda.

Gli ambientalisti raccomandano di usare fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti, come l’energia solare, eolica, geotermica e marina, in alternativa alle fonti fossili che provocano l’immissione di grandi quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, l’aumento dell’effetto serra e del livello dei mari in conseguenza dello scioglimento dei ghiacciai. Perseverare con gli attuali comportamenti, non modificando le nostre quotidiane abitudini, portrebbe causare effetti disastrosi sui delicati equilibri del pianeta.

Prestiamo attenzione a riciclare le materie prime e a non abbandonare rifiuti per le strade e sulle spiagge. Evitiamo di comprare quotidianamente bottigliette di acqua in plastica per poi gettarle immediatamente dopo averne bevuto il contenuto. Pretendiamo invece fontanini pubblici da cui potersi liberamente fornire. Usiamo meno le auto e più le gambe.

Ciascuno sostiene di non poter fare abbastanza singolarmente per cambiare la società in cui vive e le  proprie abitudini. Sarebbe bene ascoltare la voce di chi, con un grido di protesta, chiede un futuro migliore a partire da adesso.

Riavviciniamoci alla purezza e alla bellezza della nostra terra che, nonostante venga ferita quotidianamente, continua ancora a sostenerci e a sorprenderci con le sue meraviglie. Rendiamola nuovamente il luogo d’ispirazione di poeti, pittori, cantori, affinchè possano continuare a narrare delle “chiare, dolci e fresche acque”.

Elena Savino

Elena Savino

Ciao a tutti! Mi chiamo Elena Savino ho 16 anni e frequentato il liceo scientifico ad Altamura. Da sempre coltivo la mia passione per la scrittura, ma solo quest'anno ho compreso che scrivendo potevo esprimere in modo più completo i miei sentimenti, cosa che mi fa stare meglio. Amo recitare e suonare il piano e penso che la bellezza salverà il modo. Per me un bravo scrittore deve saper trascrivere i sentimenti e le emozioni su un foglio e saper rompere il muro di indifferenza tra la stampa e gli avvenimenti quotidiani. Spero, nel mio piccolo, di potervi trasmettere per mezzo dei miei articoli la mia definizione di scrittore. Elena Savino