L’amor che move il sole e l’altre stelle” scriveva Dante Alighieri. Nel caso di John Lennon e Yoko Ono, questo sentimento ha azionato la puntina del giradischi delle loro esistenze e così il vinile della loro vita insieme ha cominciato a girare.

Questa puntina è stata attivata ben cinquanta anni fa, è infatti il 9 Novembre 1966 quando i due si incontrano per la prima volta ad una mostra di Yoko. Galeotto fu un bigliettino scritto dalla stessa donna: “Breathe” (“respira”).

Sebbene entrambi abbiano altre relazioni – destinate a finire ben presto – da quel giorno i loro respiri cominciano a sincronizzarsi: i due si incontrano con maggior frequenza, Lennon le finanzia una mostra e la invita nel suo studio di registrazione.

A seguito di un avance ritenuta poco opportuna i due si allontanano per un po’, ma solo fisicamente; Yoko va a Parigi dove non fa altro che pensare a John come lei stessa ha dichiarato: “Mi resi conto che forse avevo buttato all’aria qualcosa di importante. Tutti questi pensieri che crescevano mi stavano facendo capire che forse mi stavo innamorando di lui“. Quando l’artista giapponese rientra a Londra, i due cominciano la loro vita amorosa e professionale insieme, chiudendo definitivamente le loro precedenti relazioni. Nasce così una storia di passione e di pace che si consolida il 20 marzo 1969.

Proprio in quella data i due hanno coronato il loro sogno d’amore sposandosi a Rocca di Gibilterra. Uno dei matrimoni che ha fatto più parlare nella storia, ma ha creato ancora più scalpore la loro luna di miele. Si è trattato del cosiddetto “Bed-In”, avvenuto esattamente cinquanta anni fa – dal 25 al 31 Marzo 1969 – ad Amsterdam (poi replicato a Montreal), durante il quale John e Yoko hanno trascorso le giornate in un letto, aprendo le porte della loro camera ai giornalisti. A discapito della stampa, la quale credeva che la coppia avrebbe compiuto atti bizzarri, i due restano eternamente a letto in pigiama per protestare contro la Guerra del Vietnam.

“Hair Peace, bed peace” (“pace dei capelli, pace a letto“) è il loro slogan, perfettamente in linea con gli ideali che porteranno avanti fino al giorno in cui, dopo l’assassinio di John, saranno costretti a separarsi:

Dici che vuoi una rivoluzione,

bè, sai

tutti noi vogliamo cambiare il mondo.

Mi dici che è un’evoluzione,

Ma quando parli di distruzione,

sai, non contare su di me.

Andrà tutto bene, sai.

 Bene. Bene.

(Dal testo di “Revolution“, Beatles)

Una testimonianza forte, in un mondo che ha ancora bisogno di veri rivoluzionari e sognatori.

“L’amore è sentimento

l’amore è volere

di essere amato

l’amore è chiedere

di essere amato

l’amore è bisogno

        di essere amato.”

(Dal testo di “Love“, Lennon)

I fatti di cronaca odierna che hanno interessato l’Italia negli ultimi anni, hanno registrato un aumento di femminicidi, divorzi e molestie. Dove è finito l’amore che John e Yoko cantavano?

E dai letti ci si limita ad accendere il televisore: dai gilet gialli, passando per gli attentati in nome di una qualsiasi ideologia, fino agli scontri armati nelle varie parti del mondo. Si parla tanto di rivoluzione e pace, ma come si può definire questa pace? È questa la pace?

Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant” ( “laddove fanno il deserto, lo chiamano pace“, Tacito). Forse è questa la verità.