Se per un attimo pensassimo ad una caratteristica che l’uomo ha sempre avuto, essa potrebbe essere quella di porsi sempre delle domande. Da anni, ogni essere umano, grazie alla sua indiscussa capacità razionale, è in grado di interrogarsi su una miriade di temi quali il cosmo, la morte, la propria vita, il tempo. Non sempre però è arrivato ad una verità stabile, ma si son diffuse tante idee diverse, guidate dalle culture di ogni singolo umano.

fonte: blogger.it

La verità è stata sempre dibattuta nelle questioni filosofiche sin dai presocratici, su tutti Parmenide con la contrapposizione tra aλήϑεια/δόξα (verità e opinione) per poi spostarsi interamente nella religione e nella figura di Cristo, se pensiamo ai padri della letteratura cristiana. Solo nel ‘900, la verità – diventata un concetto epistemologico quindi intesa più come conoscenza scientifica – può ritenersi, grazie alla ricerca di Popper, un assunto falsificabile, bensì fallibile. Heidegger, in seguito, ha individuato il luogo in cui la verità si manifesta: finalmente essa raggiunge l’uomo, pertanto è presente in tutti noi per quanto possa essere discutibile, relativa o soggettiva. Ogni uomo stabilisce delle proprie verità, delle proprie credenze.

Ma oggi siam realmente sicuri che la verità è ancora dentro di noi?

fonte: privacyitalia.eu

Al giorno d’oggi è facile sentir dire “Si è vero questa l’ho letta su internet” oppure “Cerca su internet, sicuramente ti dirà come realmente stanno le cose” e via discorrendo.

Sembra di aver cancellato totalmente i grandi filosofi del passato ed essersi buttati nel digitale. Sembra di aver perso la concezione umana e la capacità che l’uomo ha di sapere e dire la propria a riguardo. Sembra di aver raggiunto una era completamente nuova, una colonizzazione delle menti umane avvenuta dal macroscopico colonizzatore: Internet.

Per quanto questa sia una realtà nuova e sebbene ognuno di noi è parte di essa, purtroppo c’è chi si affida totalmente alle ‘verità’ che il Web propone. E’ rilevabile che circolano notizie non sempre vere, anzi totalmente devianti e false. Siamo davanti ad un mondo post-verità al cui interno troviamo notizie distorte che veicolano la gente a decisioni individuali, politiche o decisionali. Questi processi di disinformazione vengono chiamati fake news (notizie false) e si diffondono velocemente anche sui social poiché fanno tendenza. Dal momento che gli utenti digitali pongono poca attenzione a ciò che leggono, non riescono a distinguere il vero dal falso. L’invito è quello di consultare le fonti, l’affidabilità del sito in cui sono inserite, la certezza che ci sia una data attendibile e un giornalista reale [e perchè no anche a fare dei controlli incrociati]. Ed infine confrontate sempre ciò che leggete con voi stessi, con le vostre credenze e con la vostra sensibilità: “Non uscire da te, ritorna in te stesso; la verità abita all’interno dell’uomo” (Agostino d’Ippona).