Vincenzo Capurso, detto Kuzco, è un giovane e emergente artista altamurano, che sta fiorendo nella scena artistico-pittorica del territorio pugliese. A partire dal 2 fino al 10 Giugno, in via 20 Settembre n°21 ad Altamura, allestirà una mostra intitolata “Amnesia”.

Vincenzo, quella che presenterai sarà la tua prima mostra o hai già avuto tali esperienze?

Preceduta da “Il Secondo”, dedicata al secondo girone dell’Inferno dantesco, Amnesia è la seconda mostra che presento. Reputo importantissimo il confronto tra il ruolo della mia persona, l’artista, e lo spettatore: trovo estremamente interessante creare collegamenti anche con altri artisti, dunque nel corso dell’anno mi capita di esporre anche in diverse occasioni.

A cosa si ispira il titolo della mostra? Perché l’hai scelto?
Il titolo nasce dai supporti su cui ho deciso di operare, in cui la ruggine prevale sul ferro.
Ho associato il processo di ossidazione del ferro ad una disfunzione dell’ipotalamo, una sorta di processo di “invecchiamento” che porta il ferro a dimenticarsi della sua forma prima, divenendo ruggine.

Questa mostra rispecchia un unico stile o ogni singolo dipinto costituisce uno stile pittorico diverso?
Tutti i miei lavori hanno un gusto neoespressionista che volge all’informale materico,  ma con l’idea del romanticismo tedesco che già da qualche anno mi attrae e mi rappresenta.

In generale, hai uno stile artistico preferito, ti piace inventarne di nuovi o spesso ti ispiri a qualche grande artista (contemporaneo, antico o classico)?
In passato ho reso artisti viennesi e austriaci del ‘900 i miei mentori. Ad oggi osservo molto, dal contemporaneo all’arte primordiale, dal Barocco leccese che mi circonda fisicamente agli artisti emergenti con cui condivido esperienze o che seguo. Quindi, ovviamente, presto attenzione all’operato altrui, senza però precludermi le sperimentazioni più personali. Più che identificarmi in uno stile artistico mi sento vicino ad un pensiero, il cui precursore è Goethe, lo “Sturm un drang (“Tempesta e impeto”), i cui concetti sono in grado di far esprimere a ciascuno le proprie esperienze ed esigenze dando libero spazio all’immaginazione ma senza abolire il gusto.

Ti fai guidare da un modello ispiratore nel momento stesso in cui dipingi o ti lasci andare all’immaginazione?

La presenza di un modello reale o guardare ad altri artisti o maestri la reputo un azione fondamentale, per una questione di rispetto nei confronti dell’anatomia della forma stessa e delle sue proporzioni nello spazio. Una volta concepiti gli elementi cerco un armonia compositiva personale.

Per te è importante ascoltare musica mentre dipingi? Se sì, che tipo di musica?
Ascoltare la musica ha sicuramente il suo senso nel mentre di un atto pittorico. Tuttavia, per quanto mi riguarda, non è sempre una necessità primaria. Circa il “genere” cambia a seconda del momento spaziando su generi anche “opposti” tra loro che, in base alle situazioni, danno un ritmo più istintivo e violento o più riflessivo e pacato.. quasi a guidare l’azione della mano.

Leggi anche: Sui Palchi Di Scuola: Intervista Ad Alessandro Fiorella