Dopo il successo del Workshop “Matrice di Resilienza” (2018) è stato organizzato un nuovo workshop con nuovi obiettivi, grazie alla collaborazione tra il Comune di Altamura e l’Università degli studi della Basilicata (UNIBAS). Un workshop intenso, quello che si è tenuto dal 13 al 18 maggio, che ha avuto come obiettivo la progettazione di spazi pubblici attraverso la rigenerazione delle aree verdi di proprietà pubblica e la creazione di possibili soluzioni per la mobilità ciclo-pedonale nel quartiere Parco San Giuliano, da cui l’attività ha preso nome. Aperto non solo a professionisti ma anche ad  organizzazioni culturali non-profit, studenti e neolaureati, il Workshop “Parco San Giuliano cantiere aperto” ha offerto al suo pubblico una vasta gamma di possibilità: dal laboratorio di co-progettazione (per i partecipanti del laboratorio), al ciclo di seminari di formazione ed aggiornamento professionale (aperti anche a uditori esterni), sino alla sessione conclusiva dedicata alla presentazione dei risultati ottenuti.

Degli esiti e delle conclusioni di questo progetto ci ha parlato il team di Iperurbano, il Laboratorio Interistituzionale per la programmazione urbana del Comune di Altamura che si è occupato del coordinamento organizzativo.

Quali sono stati i temi trattati e quali li scopi del workshop “Parco San Giuliano cantiere aperto”? Perché proprio quest’area? C’è stata una selezione?

Il workshop si è concentrato sul quartiere di Parco San Giuliano in particolare sul tema della connessione urbana con la città consolidata che giunge fino alle Mura Megalitiche, in coerenza con le linee guida della SISUS (Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile) di Altamura. Ci siamo occupati della rigenerazione e della valorizzazione delle aree verdi di proprietà comunale abbandonate, in modo tale da poter riattivare questi spazi per servizi rivolti alla comunità, ad oggi inesistenti.

Altro tema è stato quello della mobilità e viabilità del quartiere e delle future connessioni con le restanti parti della città, sia in direzione Via Santeramo sia in direzione dello stadio e della stazione ferroviaria.

Si è deciso di continuare ad operare in questo quartiere per consolidare uno scenario che vede già due interventi finanziati: il primo per il progetto di un viale verde finanziato con 1.3 mln di euro dalla Regione Puglia grazie al bando Infrastrutture Verdi, il secondo per un progetto di sistema di raccolta delle acque piovane e di “fogna bianca” presentato dal Settore Lavori Pubblici e anch’esso finanziato dalla Regione Puglia con 1.3 mln di euro.

Qual è stato l’impatto territoriale e a livello cittadino dell’evento? Quali gli esiti e i risultati del progetto?

L’impatto è sicuramente positivo: c’è stata una grande partecipazione degli studenti universitari, dei professionisti e dei laureati. Ci sono stati anche iscritti da altre zone della provincia di Foggia o della regione Campania per esempio, ma purtroppo sono venuti meno. La divulgazione dell’evento è stata nazionale ed è avvenuta su tutti i canali legati all’architettura, all’ingegneria. Inoltre si è riusciti a garantire crediti di aggiornamento professionale grazie ad un accordo con l’Ordine degli Architetti di Bari.

Gli esiti e i risultati sono stati garantiti dai tre gruppi che si sono interessati ciascuno ad un tema principale:
– mobilità: il gruppo ha proposto un circuito per la mobilità sostenibile, sul modello della Bicipolitana di Pesaro, caratterizzato anche da meccanismi premiali;
– sport e benessere: il gruppo ha strutturato una rete di percorsi capaci di attrarre persone e visitatori nel quartiere, ma anche di garantire una serie di attività e funzioni per i residenti;
– cavità ipogee: il terzo gruppo ha considerato le numerose cavità artificiali presenti, presso cui si estraeva il tufo per realizzare gli edifici nel centro urbano, come una risorsa positiva. Ad oggi tali cavità costituiscono un fattore di criticità per il dissesto idrogeologico e i cedimenti degli edifici. Questo gruppo ha preso come modello il tema dell’ecomuseo legando la valorizzazione del quartiere ai servizi sul tema delle cavità, pensate come parte di un sistema più ampio che comprende le Mura Megalitiche.

Rispetto alla precedente esperienza avete notato un maggiore interesse da parte della popolazione locale?

Sicuramente queste sono attività che portano attenzione costante da parte della cittadinanza. In questa occasione abbiamo avuto la presenza costante del comitato attivo dei cittadini di Parco San Giuliano che si prende cura del quartiere e che promuove attività. Alcuni esponenti sono stati anche partecipanti attivi del laboratorio, facendo parte dei gruppi di lavoro. Interesse elevato c’è stato anche da parte dell’Amministrazione, in primis della Sindaca, degli addetti ai lavori, dei dirigenti comunali, di alcuni assessori e consiglieri. Nella giornata di sabato, nonostante condizioni metereologiche avverse, c’è stato comunque interesse per la presentazione degli esiti, tenutasi presso la sede della Proloco Altamura.

Da dove nasce l’idea di Iperurbano?

Iperurbano è un laboratorio inter-istituzionale permanente di programmazione urbana, avviato dal Comune di Altamura al fine di promuovere e sviluppare attività di programmazione e monitoraggio. Iperurbano si occupa di formazione, di promuovere varie progettualità per il Comune di Altamura attraverso metodologie partecipative, monitoraggio, mappatura sensibile. Il percorso ha avuto avvio nel 2017, in concomitanza con la partecipazione del Comune al bando regionale per la redazione della SISUS, proprio perchè la Regione richiedeva che i Comuni si adoperassero per migliorare la loro capacità amministrativa secondo una pianificazione di medio-lungo periodo.

Quali possono essere, partendo dalla situazione attuale, delle eventuali prospettive o progetti futuri?

La prospettiva è quella di una maggiore adesione di associazioni no-profit ad Iperurbano. Come primo banco di sperimentazione per le realtà che ne vogliono farne parte, è stato individuato il percorso partecipativo per la redazione del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS). Per l’occasione si prevede di realizzare una serie di iniziative sul campo che supporteranno la visione di una mobilità sostenibile in città. Un altro fronte di lavoro riguarda inoltre l’adozione di Patti di Collaborazione e di Partenariati Pubblico-Privato per la gestione dei beni comuni, da affidare a soggetti privati del territorio che potranno sviluppare delle progettualità sotto la regia della pubblica amministrazione.

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