Smarrirsi per i vicoli della città può offrire l’opportunità di scoprire il territorio da un altro punto di vista, può incentivare il desiderio di ricerca affinché si trovi una nuova via d’uscita e insegnare a diramare le fronde al di là dell’usuale percorso. Con questo obiettivo, ad Altamura, nasce l’iniziativa “Festival dei Claustri” che mira alla riqualificazione urbana, alla cura del territorio, degli spazi comuni e alla rigenerazione del centro storico.

La pianta topografica della città, può essere infatti definita con un labirinto; un groviglio di stradine “viottolate” e tortuose viuzze, che si intrecciano, si annotano e poi terminano all’estremità con dei claustri, vicoli ciechi, che ti inducono a cambiare percorso e a scoprire nuovi scorci pittoreschi.

Sono proprio i claustri l’elemento architettonico identitario, il cuore pulsante della città, tanto da renderla semplicemente un Unicum. La parola claustro deriva dal latino “claustrum” e significa “luogo chiuso”; ad Altamura ve ne sono circa 80 e molti di questi portano il nome di chi li abitava in passato. I claustri sono tipiche piazzette medievali, risalgono all’arrivo dell’Imperatore Federico II di Svevia e furono realizzate affinché le varie etnie della corte itinerante dello “Stupor Mundi” vivessero in pace tra loro. Per secoli sono stati luoghi di vita comune e hanno sempre avuto una duplice funzione: sociale, poiché rappresentavano il luogo di aggregazione di famiglie differenti; difensiva, dato che tra le loro mura avvolgenti vi si poteva riparare dagli attacchi e si potevano tendere agguati ai nemici.

Al giorno d’oggi i claustri rappresentano uno spazio comune del vivere quotidiano, tracciano un percorso che parte dall’origine e arriva a delineare la storia di Altamura e dei suoi abitanti fino ai nostri giorni. Purtroppo, però, questi luoghi nel corso del tempo sono stati abbandonati, sottovalutati e degradati a causa degli abitanti che li hanno resi spazi di attività di scarso valore. Analogamente i pochi residenti che ancora dimorano nei claustri, per cercare di arginare il fenomeno, per questioni di privacy e sicurezza sono stati costretti a porre dei cancelli rendendoli inaccessibili e limitando ai turisti la possibilità di ammirarli o di scattare qualche foto.

Uno dei numerosi obiettivi dell’iniziativa “Festival dei Claustri” è cercare di convincere i residenti ad aprire i cancelli, per favorire la cura e la tutela dello spazio pubblico da parte di ogni singolo residente e rendere possibile l’accesso a tutti i visitatori del centro storico. Molte associazioni per l’abbellimento dei claustri, hanno inoltre donato agli abitanti di questi, delle piante autoctone della Murgia affinché se ne prendessero cura e lasciassero aperti i cancelli durante le ore diurne nei giorni della manifestazione. L’iniziativa della cura del verde si è via via espansa e ha dato origine al progetto “Verde in vaso” che ha come spirito fondamentale il valore simbolico della rinascita, dell’appartenenza al luogo e tende a favorire la cura estetica e la rivitalizzazione del centro storico.

E poi, per fare un tuffo nel passato, sono stati organizzati dei laboratori artigianali che hanno avuto luogo nelle piazzette medievali attraverso la spiegazione e l’osservazione dei mestieri e delle usanze antiche, con lo scopo di catturare l’attenzione della nuova generazione, dei residenti e dei curiosi turisti. Oltre a questi progetti, gli organizzatori del festival, hanno cercato di limitare la presenza di autovetture durante i giorni della manifestazione, affinché si diffondesse l’idea del turismo eco-sostenibile e si rendesse nitida l’estetica architettonica del pittoresco centro storico.

Durante questi ultimi 6 anni la città di Altamura è rifiorita grazie all’impegno e alla volontà dei molti cittadini, che mossi dalle numerose iniziative si sono presi cura spontaneamente del loro territorio. Il “Festival dei Claustri” ha già portato i suoi frutti: ha ottenuto il marchio per “Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018”, ha rappresentato uno dei 50 progetti aderenti alla candidatura dell’Ente Parco dell’Alta Murgia per l’ottenimento della Certificazione Europea Turismo Sostenibile CETS, fa parte del programma “Itineramurgia” del Gal Terre di Murgia.

Si spera che con il passare del tempo, l’antichità diventi parte integrante del presente, patrimonio di chi vive in una civiltà così moderna e all’avanguardia; per far sì che gli antichi valori e l’alchimia dell’età trascorsa, siano il pane quotidiano della nostra società e non solamente cibo per pochi eletti.

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Elena Savino

Elena Savino

Ciao a tutti! Mi chiamo Elena Savino ho 16 anni e frequentato il liceo scientifico ad Altamura. Da sempre coltivo la mia passione per la scrittura, ma solo quest'anno ho compreso che scrivendo potevo esprimere in modo più completo i miei sentimenti, cosa che mi fa stare meglio. Amo recitare e suonare il piano e penso che la bellezza salverà il modo. Per me un bravo scrittore deve saper trascrivere i sentimenti e le emozioni su un foglio e saper rompere il muro di indifferenza tra la stampa e gli avvenimenti quotidiani. Spero, nel mio piccolo, di potervi trasmettere per mezzo dei miei articoli la mia definizione di scrittore. Elena Savino