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Roger Waters è il nuovo eroe anti-Salvini? No, c’è un argomento che li mette d’accordo

By Settembre 8, 2019 No Comments

iL’ubriachezza antisalviniana di questi giorni, dopo la formazione del governo giallorosso, ha ricevuto un nuovo stimolo dalle parole al vetriolo di Roger Waters, ex icona dei Pink Floyd, nei confronti del leader leghista. Venerdì 6 settembre, parlando come ospite alla Biennale di Venezia, Waters ha dichiarato: “Non so molto bene quello che sta succedendo in Italia a livello politico, ma so che Salvini per il momento se n’è andato. Beh, meno male“. Per poi mandare in visibilio il web facendo il pugno chiuso in segno di saluto. “Nessuno ti impedisce di ospitare, a tue spese, migliaia di immigrati” la risposta, stantia e già sentita, di Matteo Salvini al performer inglese.

Immediatamente, per questo breve ma bombastico alterco con il “capitano”, Waters è diventato l’ennesima Pamela Anderson, ossia la star internazionale che critica Salvini guadagnandosi l’adorazione totale dei suoi oppositori in Italia. “Anche il grande Roger Waters dei Pink Floyd non sopporta più Matteo Salvini. Thanks Roger” twitta un utente con le 5 stelle nel nickname (presumibilmente un grillino, dunque). E gioiscono anche account decisamente schierati a sinistra, dai #Facciamorete – un movimento nato su Twitter in opposizione al governo gialloverde – a posizioni ancora più estreme. 

Il “pomo della concordia” tra Waters e Salvini

Eppure esiste un argomento, un tema di politica internazionale, sul quale Waters e Salvini si troverebbero perfettamente d’accordo, nel caso in cui avessero occasione di parlarne. Questo argomento è la Siria.

Il paese arabo ha assistito ad una massiccia rivolta di piazza contro il regime di Bashar al-Assad nel 2011, sfociata in una guerra civile, sfociata a sua volta in una guerra regionale e internazionale. Lo scenario, già di per sé molto complesso, è ulteriormente complicato dalla guerra di propaganda che si gioca nella narrazione del conflitto.

Salvini, che quando era all’opposizione parlava spesso e volentieri della Siria, ha sposato totalmente una di queste narrazioni: quella russo-assadista. Mosca, alleata di Assad, ha messo in campo tutto il suo soft power informativo per restaurare l’immagine di Assad – incensandolo come “presidente legittimo”, “protettore dei cristiani” e “unico argine contro il fondamentalismo islamico” – grazie ai potentissimi media russi Sputnik, Russia Today e Ruptly. Le immagini di quest’ultima, un’agenzia video con sede a Berlino, sono distribuite in esclusiva nel nostro paese da PandoraTV, diretta da Giulietto Chiesa.

La stessa, pericolosa, linea

Sarebbe troppo lungo spiegare perché queste fonti non sono assolutamente affidabili quando si occupano di Siria. Rimando, perciò, ad un articolo che chiarisce tutto nel dettaglio. Sta di fatto che da tempo, Salvini ha sposato totalmente la propaganda di questa galassia (dis)informativa. In un video pubblicato il 4 Aprile 2017,  il leader della Lega esprimeva qualche dubbio a proposito dell’utilizzo, qualche giorno prima, di armi chimiche a Khan Shaikhun (nella provincia siriana di Idlib). Un attacco chimico la cui realtà è stata poi acclarata dagli organismi preposti dall’Onu, indicando il regime di Assad come responsabile. Ma al capitano la cosa non bastava, tanto che dava credito alle versioni – spesso contraddittorie – fornite dai media russi che scagionavano Assad (la sua simpatia per Putin era già cosa ben nota).

Cosa c’entra Roger Waters in tutto questo? Ebbene, il frontman dei Pink Floyd si sbraccia per il diritto dei migranti alla sicurezza e all’asilo, promuove iniziative di impegno civile in tutto il mondo – per esempio in favore dei palestinesi – ma sulla Siria si ritrova sulla stessa, identica, controversa parte della barricata di Salvini.

Gli attacchi ai White Helmets e la propaganda

A maggio di quest’anno, ad esempio, Waters ha scritto un post al fulmicotone su Facebook in cui pretendeva le scuse del Guardian e dei governi Usa e Ue perché avevano criticato le sue posizioni sull’attacco chimico di Douma il 7 aprile 2018. Il cantante, infatti, sosteneva che l’attacco fosse una bufala montata ad arte dai ribelli per incolpare Assad, senonché l’organismo preposto dalle Nazioni Unite ha accertato che l’attacco era avvenuto eccome, sebbene con gas cloro e non con l’agente nervino sarin.

In più di un’occasione, poi, il cantante britannico ha attaccato l’organizzazione dei White Helmets, un’unità di protezione civile autorganizzata, candidati al Nobel per la pace nel 2018, che opera nelle zone fuori dal controllo diretto del regime. I Caschi Bianchi, secondo Waters, sarebbero nient’altro che elementi di al-Qaeda specializzati nel costruire video di propaganda contro Assad e i suoi alleati di Mosca e Teheran. Insomma, siamo in pieno filone propaganda russo-assadiana, lo stesso scelto da Salvini. Tanto è vero che i media RT, Sputnik – e l’italianissimo Antidiplomatico – hanno sempre rilanciato con gioia le affermazioni dell’ex leader dei Pink Floyd sulla Siria.

Waters, tra l’altro, non ha disdegnato neanche tweet e video di sostegno al presidente venezuelano Nicolas Maduro. Definendo il supporto americano e internazionale a Guaido “una baracconata biecamente imperialista”.

Questione centrale: l’antimperialismo internazionale…

Da dove nascono certe posizioni? Per capirlo bisogna guardare al fenomeno chiamato “antimperialismo”. La tendenza, cioè, ad opporsi sistematicamente alla politica estera statunitense, ritenuta sempre aggressiva e “imperialista”, appunto. Poi, se è la Russia ad invadere la Crimea o la Cina a minacciare Taiwan, di certo imperialismo non è. Perchè deve essere necessariamente l’aquila a stelle e strisce a comportarsi da potenza imperialista per poter essere accusata in questi termini.

Gli Stati Uniti, c’è da dire, hanno fatto tanto per meritarsi questa considerazione. Dalle campagne in Afghanistan e Iraq post 11 settembre, in modo particolare. Ma la visione manichea sposata da Waters, che divide il mondo in “imperialisti” e “resistenza” – incarnata volta per volta da Assad, Maduro, etc. – spesso fa il paio con l’apologia e il sostegno ad alcuni tra i regimi più efferati del pianeta. Il mondo, per nostra sciagura o fortuna a seconda di come la si voglia vedere, è molto più complesso di come lo vede Roger Waters.

…e italiano

In conclusione, c’è da dire che anche il Bel Paese vanta intellettuali e artisti di primo piano che – pur criticando legittimamente Salvini sul tema migratorio – finiscono per stare dalla sua stessa parte quando è in gioco “l’antimperialismo”. Ha fatto la storia, in questo senso, l’ondata di proteste per il raid americano contro obiettivi militari siriani che seguì l’attacco di Douma nel 2018. Al grido di “No alla guerra in Siria” – a fronte di un paese che era in guerra già da sette sanguinosi anni – si unirono alle dimostrazioni anti-Usa sui social personaggi del calibro di Vauro, Fiorella Mannoia, i 99Posse, Gino Strada e altre voci del panorama mediatico nostrano “di sinistra”. In quell’occasione, strano ma vero, stavano dalla stessa parte di Salvini, di CasaPound e anche – a livello internazionale – di Roger Waters. Contro una guerra, che in realtà c’era già.

Insomma, caro Matteo e caro Roger: lasciate perdere i migranti, parlate di Siria e fate la pace. Da bravi.

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Fonte immagine TPI