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Rivoluzionari e felici: intervista a Giulia Blasi

By 12 Febbraio, 2020 No Comments

Ragazze non c’è più tempo da perdere: bisogna fare la rivoluzione!” è il monito con cui Giulia Blasi, scrittrice nonché ospite della scorsa edizione del “Liber festival”, apre il suo libro:”Manuale per ragazze rivoluzionarie”. 

Parole forti e dirette, le stesse con cui discutendo non soltanto di femminismo, ma di giovani e società in generale, ha scelto di raccontarsi a Sedici Pagine.

1.Nelle primissime pagine del suo ultimo libro “Manuale per ragazze rivoluzionarie” c’è la citazione tratta da un brano musicale ”Anger is an energy”.Perchè ha scelto proprio questa frase?

“Rise”è una canzone che mi ha accompagnata sin da quando ero molto giovane e subito mi aveva colpito proprio quella frase:“La rabbia è un’energia”. All’ epoca ero già molto arrabbiata,ma molto male direzionata,quella frase mi era stata rivelatrice,mi aveva detto una cosa molto chiara:con tutta questa rabbia che hai dentro ci puoi fare qualcosa.Chiaramente era tutto senza forma, senza direzione,però è vero: la rabbia è un’energia,poi dipende da quello che ci fai.

2.Nel suo libro afferma che il femminismo è innanzitutto attivismo. Il 2019 appena trascorso ci fornisce disparatissimi esempi di donne attive in tutti i campi, da Greta Thumberg a Carola Rackete. Crede che le donne stiano attuando un rivoluzione e cosa auspica per il 2020?

Apprezzo tutte le donne che hanno il coraggio di alzarsi e prendere la parola,parlando di ciò che sanno e ammettendo quando sbagliano,senza il timore di essere giudicate;mi auguro siano sempre di più.

 3.Nel libro scrive: ”Chi legge questo libro ha un vantaggio competitivo: sa leggere e capisce quello che legge”.  Recenti dati statistici ci testimoniano che sempre più giovani non comprendono quanto leggono, ma il liber festival  fa ben sperare. Data la sua professione di scrittrice cosa pensa a riguardo.

Abbiamo definanziato la scuola per decenni e siamo il paese che investe meno in Europa nella scuola e nell’ istruzione,sono decenni che non viene fatta una riforma sensata dei programmi,ma soltanto riforme puntualmente osteggiate dal personale scolastico e dagli studenti.

Questo va insieme ad un disinvestimento in generale sulla cultura e parallelamente anche una svalutazione a livello culturale e nazionale dell’idea che studiare sia una cosa bella e utile.Sono decenni ormai che le persone che fanno più soldi e sono più in vista in Italia non hanno studiato calciatori,soubrette,concorrenti del “Grande Fratello”:gente che a malapena si esprime in italiano e peggio si esprimono più diventano simpatici.

Valutiamo positivamente questo depauperamento progressivo del linguaggio e del vocabolario,ma le parole creano il mondo, quindi se non hai le parole per esprimerle le cose non esistono.

Abbiamo un enorme bisogno di rivalutare la lettura come attività non perché sia particolarmente edificante di suo,ma perché a livello cerebrale attiva abilità specifiche che non possono essere sostituite da nessuna altra attività.

Credo che ad un sacco di politici italiani l’elettorato stupido,incapace di elaborare pensieri complessi o di informarsi autonomamente faccia comodo perché gli puoi vendere qualsiasi propaganda ed è più manipolabile.

Non è un problema che può risolvere un singolo autore,richiede un ripensamento complessivo del ruolo dell’istruzione e dell’educazione della cultura nella nostra società.

4.Con il liber festival comincia a chiudersi il cerchio delle presentazioni del libro. Quali sono i suoi progetti futuri?

Fino a maggio ho ancora degli incontri di presentazione del libro,ma sto per cominciare un nuovo progetto di cui non dico nulla perché non ho né firmato il contratto né iniziato a lavorare.

5.Cosa vuole dire ai lettori di 16pagine?

Siate felici, provateci veramente: trovate ciò che vi fa felici e fatelo perché solo le persone che provano almeno ad essere felici trovano un centro e non hanno bisogno di sfogarsi sugli altri.